Elaborazione alternativa:

TESSERE, PERCHÉ ?

Mai come ora sovrabbondiamo in ogni sorta di prodotti tessili. Negozi, bancarelle, ambulanti, supermercati, offrono tappeti e tessuti di ogni sorta a prezzi spesso inferiori del costo sostenuto da un tessitore per comprare la materia prima. Ma allora perché ci ostiniamo a tessere?

Se non è più una necessità, se non è più un risparmio, Perché?

Perché il prodotto è migliore? Non è detto, anzi, spesso è vero il contrario.

Perché è fatto a mano? Non è sempre una qualità; e soprattutto non è una qualità in sé.

Perché è unico? Si, forse... Ma noi siamo propensi a credere che il vero “perché”, più che nel prodotto, vada cercato nel gesto che lo produce. “Perché l’ho fatto io”: è forse questa la cosa più genuina che possiamo dire e, dietro la sua apparente banalità, è forse la sola cosa che veramente conta.

 

 

...E CON QUALE TELAIO?

 

Ma questo è risaputo, forse non ci pensiamo spesso, ma sono cose che si sanno. Quello che invece non sappiamo è che anche noi, utilizzando un qualsiasi tavolo potremmo tesserci un tappeto largo quanto la sua larghezza e lungo una volta e mezza la sua lunghezza aiutandoci semplicemente con quattro aste di legno, due cinghie e un po’ di nastro adesivo; che potremmo fare altrettanto con l’anta di un armadio, con una scala, con un cavalletto...

Che potremmo tesserci delle cinture utilizzando una sedia, dei braccialetti con un libro o la custodia di un CD.

 

Ma non vogliamo sostenere che il telaio non serve. Senza dubbio il telaio a pedali (con due, quattro,

sei, otto o più licci) è quello più indicato per i tessuti d’abbigliamento e d’arredamento: è il più pratico, il più comodo e il più efficiente;  ma è altrettanto vero che con un po’ di pratica e molta pazienza si possono ottenere gli stessi risultati  (anzi, migliori) con un semplice quadro che costa infinitamente meno,  che occupa uno spazio minimo e che chiunque

è in grado di farsi da solo con una spesa di poche decine di euro.

 

Coi nostri corsi, accanto all’ormai  classico telaio a Pettine-liccio e quello a pedali (corsi 1 e 2), abbiamo scelto di dare spazio ai telai più “essenziali” riproponendo metodi di tessitura “etnici” o caduti in disuso (corsi 3, 4, 5).    ...Forse, in un mondo dove tutti corrono, si tratta di una scelta poco azzeccata, ma noi siamo convinti che, oggi più che mai, certe volte, conviene la lentezza.

In particolare consigliamo i corsi con il telaio a pettine-liccio tubolare è un pettine “aperto” cioè un pettine che  può essere messo in opera  senza tagliare e infilare i fili d’ordito; il che, in termini pratici, significa che il lavoro per preparare l’ordito e montarlo sul telaio, rispetto ad un pettine liccio tradizionale, é ridotto a meno della metà, sia in termini di tempo che di fatica. Inoltre, non fa solo tela perché non imprigionando i fili d’ordito può lavorare accoppiato a dei licci supplementari: i “liccetti”. Lavora anche senza telaio perché è sufficiente una qualsiasi superficie piana. Più comodo da usare perché  si alterna il passo d’ordito ruotandolo in avanti e indietro, senza fatica, con una sola mano, o anche coi piedi, perché funziona anche a pedali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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